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CINQUECENTENARIO DELLA RIFORMA: ORIZZONTI DI LIBERTA'

 

Riforma500. “Orizzonti di libertà”: la dichiarazione dei protestanti italiani

La dichiarazione congiunta elaborata dalle chiese evangeliche in occasione delle celebrazioni per il Cinquecentenario della Riforma è stata letta all’inizio del culto solenne di Pentecoste svoltosi al Teatro Dal Verme di Milano

Roma (NEV), 5 giugno 2017 – “Orizzonti di libertà”: questo il titolo del documento congiunto delle chiese evangeliche italiane, reso noto sabato scorso, nel quadro dei festeggiamenti in occasione dei 500 anni dalla Riforma protestante, e letto in apertura del culto solenne di Pentecoste, svoltosi a Milano presso il Teatro Comunale Dal Verme.

Il documento teologico è articolato in 7 punti, e mette l’accento sulla testimonianza della Parola biblica oggi. Di seguito il teso integrale del documento.

Galleria di imagini: https://www.dropbox.com/sh/fcyu3vy4pi8isd8/AAAefZ06AGI8DcBWphLqjWdxa?dl=0&preview=IMGP1462.JPG

Orizzonti di libertà

La ricorrenza del quinto centenario della Riforma protestante, che nel 2017 si ricorda in ogni parte del mondo, è l’occasione per tutte le chiese di proclamare Gesù Cristo quale Evangelo del perdono gratuito di Dio.
L’Evangelo è l’annuncio della libera grazia di Dio che dona alle donne e agli uomini, nonostante le loro mancanze, il coraggio di intraprendere con gioia e fiducia il cammino della fede, della speranza e dell’amore.
La Riforma afferma che la Parola di Dio viene prima di qualunque parola umana e che essa è accessibile a tutti mediante la predicazione, l’ascolto, la lettura, l’insegnamento e l’alfabetizzazione biblica.
Noi, cristiani evangelici, figlie e figli della Riforma protestante e di coloro che nello stesso spirito l’hanno preceduta e seguita, riconosciamo la necessità di convertire costantemente la nostra vita personale e le nostre chiese per mezzo del messaggio biblico, reso vivo dalla potenza dello Spirito Santo, che chiama alla libertà, alla responsabilità e alla testimonianza.
Noi guardiamo con gratitudine alla testimonianza evangelica nel nostro Paese di quelle donne e quegli uomini che nel passato hanno dato la propria vita per essere discepoli coerenti e testimoni fedeli dell’Evangelo.
Noi ci impegniamo, con l’aiuto di Dio e in una rinnovata comunione ecumenica, a predicare l’Evangelo, a denunciare ogni tipo di ingiustizia, a consolare chi soffre e accogliere chi è emarginato o discriminato.
Noi, chiese evangeliche di diverse tradizioni, rendiamo grazie a Dio per averci condotto oggi a superare le tragiche divisioni del passato per testimoniare e condividere con gioia la fede comune in Gesù Cristo, nella consapevolezza che “col corpo e con l’anima, in vita e in morte, non sono mio, ma appartengo al mio fedele Salvatore, Gesù Cristo” (Catechismo di Heidelberg, domanda 1).
Milano, 3 giugno 2017

  

CINQUECENTENARIO DELLA RIFORMA: HAPPENING A MILANO

I consigli del II e del III circuito intendono organizzare il viaggio in
autobus per coloro che desiderassero partecipare agli eventi del
pomeriggio di Sabato 3 giugno a Milano, in occasione dellHappening
Protestante 2017 (v. programma allegato). Per informazioni: ggenre@chiesavaldese.org, abarbacini@chiesavaldese.org

Orari di partenza del pullman per Milano - sabato 3 giugno.

Perosa Argentina (Piazza del mercato): 7.30

Villar Perosa (Fermata bus di fronte al Convitto): 7.40

San germano (Fermata bus al ponte): 7.50

Pinerolo (Chiesa Valdese, Via dei Mille 1): 8:00

Vi ricordo che il ritorno è previsto per le 23.30-24.00 circa con fermate nelle stesse località.

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CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE CONTRO I PREGIUDIZI REALIZZATA CON I FONDI DELL'OTTO PER MILLE VALDESE

Oltre i pregiudizi, contro tutte le discriminazioni. Una campagna finanziata dall’otto per mille della Chiesa valdese per costruire un immaginario positivo della diversità

twitter: https://twitter.com/OltrePregiudizi

facebook: https://www.facebook.com/oltrepregiudizi/

instagram: https://www.instagram.com/oltrepregiudizi/

#oltreipregiudizi

Percorsi valdesi a Pinerolo

di Daniela Grill - Riforma.it 10 febbraio 2017

La città di Pinerolo si racconta, attraverso percorsi turistici, intrecci tra religioni, storia e varie iniziative che coinvolgono musei, territorio e chiesa valdese

Una serie di appuntamenti mirati alla scoperta del territorio della città di Pinerolo si aprono questo weekend, con la collaborazione della chiesa valdese, del Centro Culturale di Torre Pellice e di molti antri enti e musei pinerolesi.

Le iniziative si inseriscono nel programma di «Pinerolo... si racconta!», un ricco calendario di approfondimenti e visite guidate sulla storia culturale e religiosa della città alla base delle valli valdesi.

Ci spiega Davide Rosso, direttore della Fondazione Centro Culturale Valdese di Torre Pellice: «Il comune di Pinerolo sta rispondendo ad un bando che premia strategie di sviluppo del territorio: l'obiettivo è quello di raccontare la città mettendo in rete i vari soggetti che vi lavorano e da qualche anno si concentrano alla scoperta del patrimonio, proponendo visite ed attività. Il programma preparato per i prossimi mesi intende lavorare su due binari: da una parte continuare a proporre le visite guidate, che continuano ad avere un ottimo successo, raggruppando mediamente un centinaio di persone. Dall'altra parte investire nella formazione delle guide, persone che vivono e conoscono il territorio e lo presentano ai turisti. Si lavora in sinergia anche con le scuole, quindi, per creare competenze che possano essere spese dal punto di vista lavorativo».

Sabato 11 febbraio si inaugura la mostra «Un patrimonio femminile: abiti e costumi nelle Valli valdesi» al Museo civico etnografico nella sede di Palazzo Vittone in piazza Vittorio Veneto 8.

«La mostra sul costume valdese era già stata esposta Torre Pellice qualche mese fa – spiega Rosso - è il frutto di un lungo lavoro di ricerca e recupero, ci fa piacere quindi che trovi un nuovo spazio espositivo a Pinerolo. Analizza il costume valdese dal punto di vista di tessuti, dell'uso, del significato identitario e folkloristico. L'esposizione, che sarà leggermente differente rispetto a quella al Centro di Torre Pellice, è stata curata da Manuela Barale, Sandra Pasquet ed Erika Tomassone, che si sono avvalse del patrimonio di immagini, archivistico e di oggetti della Fondazione stessa. Ha un forte significato anche il fatto che la mostra sia esposta proprio a Palazzo Vittone, uno dei luoghi simbolo delle persecuzioni del valdesi nel 1700 e nel 1800, in cui i bambini tolti dalle loro famiglie venivano convertiti».

La mostra sarà visitabile fino a domenica 23 aprile.

Oltre alla mostra, domenica 12 sarà possibile partecipare alla visita gratuita «I valdesi a Pinerolo, storie di persecuzioni e di tolleranza», che parte proprio da Palazzo Vittone.

Ci dice ancora Davide Rosso: «Cercheremo di raccontare la storia della presenza valdese a Pinerolo, che risale al Medioevo. Da sempre è una zona di frontiera, alla base delle valli, dove i valdesi vennero portati e subirono processi inquisitoriali e feroci condanne. Con la visita arriveremo fino alla Pinerolo del dopo 1848, con la visita al tempio valdese, che una volta era sede di una grande scuola, oltre ad essere luogo di culto. Termineremo alla Tolleranza nei viali vicino al tempio valdese, che ricorda eccidi di secoli fa e più recenti».

Per la visita partenza alle 15 da Palazzo Vittone, informazioni ed eventuali prenotazioni a il.barba@ fondazionevaldese.org.

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NOVITA' IN LIBRERIA: IL PREGIUDIZIO UNIVERSALE, Editori Laterza 2016

di Paola Schellenbaum

In questi giorni si riflette sul rapporto tra violenza e genere, ossia quella costruzione culturale che rappresenta le donne, ma anche le persone deboli, fragili e diverse, in base alla discriminazione e all’insegna del possesso e della mancata crescita nell’autonomia e nella interdipendenza che permetta la piena espressione della propria personalità. Ma cos’è dunque il genere? Perché in alcuni territori è diventato un tabù tanto da non poterne parlare in pubblico? Perché invece in altri territori si continua a pensare che è meglio parlarne, nella consapevolezza che il dibattito e il confronto su queste tematiche è e rimarrà sempre aperto, mai definitivo, mai conclusivo? Spesso non ci si ricorda che il gender, come viene definito a partire da un termine inglese,  ha una storia nelle scienze sociali e umane - in antropologia culturale in particolare - che mira a smontare stereotipi e pregiudizi, a mettere in luce le strutture patriarcali delle società e delle culture e le relazioni di dominio, di disuguaglianza e di sopraffazione dei più forti contro i più deboli. È un lungo percorso che si è articolato a partire dagli anni Settanta e che interessa ormai diversi ambiti di ricerca e di riflessione.

Come smontare  stereotipi e pregiudizi di genere fin dall’adolescenza e attraverso le generazioni? Perché – come sappiamo – i pregiudizi ci accompagnano fin dall’infanzia e raccontano – anche indirettamente – gli ambiti più diversi della vita quotidiana intessuta di relazioni fino a creare un’idea di mondo, una visione delle cose che può essere all’insegna della trasformazione oppure della reificazione: cultura vs natura. Ovviamente dovremmo poi chiederci nelle singole culture – e all’interno di una stessa cultura – cosa è considerato culturale e modificabile e cosa invece è considerato naturale e immodificabile? Cioè stereotipi e pregiudizi sono talmente radicati che non pensiamo nemmeno si possano trasformare.

Tutti e tutte ne siamo impregnate: è solo attraverso un esercizio di consapevolezza costante che possiamo trovare gli antidoti, come un antivirus: qualcosa che ci renda immuni. E parlarne e discuterne, magari in gruppo, è davvero una possibilità preziosa che apre la mente ed allarga il cuore.

È uscito un bellissimo libro: “Il Pregiudizio universale” (Laterza 2016). Contiene quasi 90 voci, di cui una quindicina direttamente collegate alla dimensione dei rapporti di genere, alla famiglia, alle generazioni: ad esempio, Buon sangue non mente, La donna è mobile, Dio creò la donna dalla costola di dell’uomo, Le donne non sanno guidare, Le donne sono migliori degli uomini, La famiglia è un valore, Sei troppo giovane, Di mamma ce n’è una sola, Mogli e buoi dei paesi tuoi, L’uomo è cacciatore, Gli uomini sono tutti uguali ecc. ecc.

C’è da stupirsi, quanto siano ancora diffusi, in quanto credenze condivise e semplificatorie della realtà, convinzioni sempre generalizzanti e talvolta, anche se non sempre, erronee o quantomeno parziali. Li riceviamo dalla tradizione ma sappiamo anche quanto facessero male. Perché i pregiudizi fanno male. Ma c’è da stupirsi ancora di più a smontarli e a svelare quale meccanismo li regola e li riproduce, per scoprire una realtà sempre più articolata e complessa di quanto il pregiudizio voglia far credere. 

Si afferma nell’introduzione: basta infatti un uomo in mezzo a cento donne per rendere il gruppo maschile, mentre basta una donna in mezzo a cento uomini per far scattare il proverbio “donna al volante pericolo costante”! La questione di coppie, famiglie e del legame di sangue è oggi un tema cruciale anche in senso allargato e comunitario: lo ius sanguinis, il diritto basato sulla discendenza è ancora un criterio utilizzato oggi per il riconoscimento dei diritti politici e sociali, pensando agli immigrati che spesso non condividono i nostri pregiudizi ma ne possono portare altri: nell’introduzione si afferma “prima che etnocentrico il pregiudizio è concentrico” stabilisce un noi vs loro che risulta un ostacolo alla reciproca comprensione. Difficile rinunciare ai pregiudizi, scomodo conoscerli ma cruciale è liberarsene pur sapendo che il pregiudizio peggiore è quello di chi crede di non avere pregiudizi. Lo spiazzamento, la crisi delle certezze permette allora di interrogarsi e ripensare la realtà su basi diverse. E il libro offre – in diversissimi campi – tanti esempi per farlo: società, politica, religioni, cibo, cultura, internet, globalizzazione, migrazioni, crisi, Europa, democrazia, pluralismo.

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FDEI. Prossima la consegna delle firme della petizione contro la violenza di genere

Il 14 dicembre in agenda una conferenza stampa a Montecitorio

Roma (NEV), 7 dicembre 2016 – Nel quadro dei “16 Giorni per vincere la violenza contro le donne” nei prossimi giorni le promotrici delle due petizioni contro la violenza di genere – una per gli uomini, l’altra per le donne disponibili sul sito change.org -, consegneranno le firme raccolte negli scorsi mesi al Dipartimento delle pari opportunità del governo italiano. L’iniziativa, promossa dalla Federazione delle donne evangeliche in Italia (FDEI), verrà illustrata mercoledì 14 dicembre nel corso di una conferenza stampa a Roma.

“Le migliaia di firme raccolte testimoniano l’impegno assunto da centinaia di uomini di non esercitare alcun tipo di violenza, di rispettare la dignità femminile, di sviluppare una cultura che si ispiri a legalità, diritto e solidarietà – ha dichiarato la presidente FDEI Dora Bognandi all’Agenzia NEV -. Anche le donne firmatarie si impegnano a incrementare tale cultura, ma anche a non subire passivamente alcun tipo di violenza e a operare perché cresca in loro una piena consapevolezza della propria dignità”.

Le due petizioni contengono anche una dichiarazione d’impegno nella quale si chiede di superare tutti gli ostacoli di ordine burocratico per far arrivare ai centri antiviolenza già esistenti i fondi a essi destinati; di favorire la fondazione di centri antiviolenza in ogni Regione d’Italia; di avviare servizi e interventi sul territorio, mirati alla prevenzione, che abbiano come target specifico gli uomini; di facilitare il reinserimento socio-lavorativo delle vittime di violenza.

La conferenza stampa avrà luogo mercoledì 14 dicembre a Roma presso la Camera dei deputati, via della Missione 4, alle 11.30. Interverranno: Dora Bognandi, presidente FDEI; Massimiliano Pani, coordinatore del “Gruppo di lavoro sulla violenza di genere” della Chiesa battista; Barbara Oliveri, presidente dell’Ospedale evangelico internazionale di Genova; Estelle Blake, coordinatrice “Antitraffico Umano” dell’Esercito della Salvezza; Mirella Manocchio, presidente dell’Opera per le chiese evangeliche metodiste in Italia (OPCEMI); modera: Gianna Urizio.

È necessario accreditarsi entro il 12 dicembre mattina all’indirizzo email: d.bognandi@avventisti.it.

La FDEI è un organismo, costituito nel 1976, che raggruppa assieme i Movimenti femminili delle chiese evangeliche nazionali valdese, metodista, battista, luterana, avventista, dell’Esercito della Salvezza e del Ticino.

Diritti/1. Il Consiglio ecumenico delle chiese contro la violenza sui minori

Olav Fykse Tveit: “Ogni bambino ha diritto a un’infanzia sicura”

Roma (NEV), 7 dicembre 2016 – Una partnership no-profit voluta dalle Nazioni Unite, dalla società civile, da organismi ecclesiastici in collaborazione con la comunità accademica e il settore privato – sorta per condividere responsabilità e contrastare la violenza contro i bambini e per sviluppare azioni concrete – si è riunita il 1° dicembre a New York, presso la sede delle Nazioni Unite. “Uno strumento utile alla cooperazione e al coordinamento degli sforzi comuni – ha dichiarato Olav Fykse Tveit, segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) presente per l’occasione – che opererà insieme ad altri esperti, selezionati per la loro influenza ed esperienza in materia. Una ‘rete’ indirizzata a cercare il sostegno politico e finanziario proprio per agevolare e sostenere il percorso di contrasto alla violenza contro i minori a livello globale”. Il “Consiglio di partenariato per la tutela dei bambini”, così si chiama il neonato organismo mondiale, ha messo a disposizione di tutti i Paesi membri una piattaforma nella quale sarà possibile condividere molte informazioni e buone pratiche, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, che riconoscono un legame inscindibile tra la protezione dei bambini e la costruzione di società più pacifiche e prospere: “ogni bambino ha diritto ad un’infanzia sicura – ha proseguito Tveit –. Dobbiamo promuovere lo sviluppo culturale e civile di molti paesi indirizzandoci verso quelle società che riteniamo essere più a rischio e vulnerabili in materia di diritti umani, fornendo a queste le garanzie per una crescita economica e soprattutto sensibilizzandole sui temi, a noi cari, come la pace e la giustizia”. La riunione inaugurale del Consiglio di partenariato per la tutela dei bambini si è tenuta presso la Casa dell’Unicef a New York.

“Le chiese dalla parte delle bambine e dei bambini” è l’importante impegno che il Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) aveva assunto nel settembre del 2015 a Ginevra, sottoscrivendo uno storico accordo con l'UNICEF per la difesa dei diritti dei bambini. Gli obiettivi vertono principalmente su due ambiti: la violenza contro i minori e gli effetti dei cambiamenti climatici sulla vita dei più piccoli, soprattutto nei paesi più poveri del mondo.

 

INTERVISTA AL PASTORE GENRE SU UNA SCUOLA LAICA E PLURALISTA

http://www.lastampa.it/2016/10/27/multimedia/cronaca/scuola-chiusa-allarcivescovo-il-preside-tuteliamo-la-laicit-RLUqBDsBFePrcvoRkxWOII/pagina.html

 

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La nuova gestione della Cultura a Pinerolo

di Diego Meggiolaro - 17 novembre 2016

A giugno il cambio di amministrazione e oggi le novità previste

Il fatto che con la cultura non si mangi o non si crei economia è una bufala ormai smentita da innumerevoli studi e, spesso, dall'evidenza dei fatti. Martino Laurenti è il nuovo assessore alla cultura di Pinerolo e insieme alla collega Francesca Costarelli, assessora alle manifestazioni, lavorerà con il suo staff per dare una nuova direzione all'offerta culturale cittadina. Laureato in Storia e attivista del Movimento 5 stelle della prima ora, dalla nascita dei meet-up pinerolesi nel 2009.

«Questi ultimi sono stati mesi piuttosto duri, io non ho mai avuto esperienze amministrative, ho dovuto imparare tutto da zero ma sono stato aiutato moltissimo da tutti gli uffici, dalla Giunta e dall'assessorato. Abbiamo costruito, insieme al sindaco Salvai, il programma ed è stato abbastanza naturale all'interno del Movimento scegliere me come assessore alla Cultura», spiega Laurenti.

Quali sono i problemi che ha dovuto affrontare in questi mesi?

«I problemi sono più che altro di natura burocratica, ma l'ufficio cultura di Pinerolo è composto da persone in gamba e competenti che lavorano molto bene e mi stanno aiutando molto. Ci sono tanti progetti in cantiere ma bisogna confrontarsi con la fattibilità delle buone idee che abbiamo avuto. Uno come me, che non ha mai fatto amministrazione, è abbastanza abituato a pensare una cosa e realizzarla nel giro di pochi mesi. Invece qui bisogna calcolare tutto con tempi molto più lunghi».

Quali sono i punti del programma?

«Io ho due deleghe che sono Cultura e Partecipazione. Per quanto riguarda il discorso Cultura ho già incontrato e parlato con tutti gli operatori del settore (musica, teatro, associazioni di volontariato culturale) e imbastito una serie di progetti. Tra le molte idee ne seleziono due: il teatro Sociale, di proprietà comunale, che è una risorsa molto importante per questa città; il 1° ottobre è partita la stagione teatrale che abbiamo fatto iniziare ma per il prossimo anno vorrei fare qualcosa di diverso. Fino ad ora è stato un contenitore che aveva dentro un po' di tutto. Dalla stagione 2017-2018 vorrei realizzare delle mini rassegne tematiche. Per esempio, nel 2017 si festeggiano i 500 anni della Riforma Protestante e i 100 anni della Rivoluzione d'Ottobre. Quindi mi piacerebbe lavorare sul tema delle “rivoluzioni” e portarle al centro della stagione teatrale del Sociale, per dare un taglio riconoscibile a ciò che succede a Pinerolo.

Per quanto riguarda il discorso “partecipazione” il lavoro che stiamo facendo è quello di scrivere il regolamento degli istituti di partecipazione della città di Pinerolo introducendo quelle che, nel momento in cui verranno applicate, saranno delle novità assolute: per esempio, il referendum abrogativo e consultivo, introdurre il bilancio partecipativo e la partecipazione diretta dei cittadini nella gestione dei beni comuni. Cambiamenti importanti nella pratica e nella forma della politica della città. In questi cinque anni come assessorato alla cultura voglio andare in questa direzione».

Intanto è iniziata anche la stagione dell'Accademia di Musica di Pinerolo con 27 concerti in programma e grandi nomi e grandi ospiti anche internazionali dalla Germania, alla Portogallo alla Cina. «Come accademia non ci occupiamo solo di musica ma anche di formazione e divulgazione culturale musicale», spiega la direttrice Laura Richaud. Proprio in questa settimana è in corso il workshop con Maria João Pires, una delle più grandi pianiste della sua generazione, in una settimana intensa di lezioni, conferenze, proiezioni e letture. «I contatti con la nuova amministrazione ci sono stati, sono stati numerosi e molto proficui. Tanto che l'obbiettivo che abbiamo insieme è quello di realizzare un nuovo polo musicale per Pinerolo» conclude Richaud.

 

LA RIFORMA AL CENTRO
L'EREDITÀ DELLA RIFORMA PROTESTANTE
UN PERCORSO PER IL QUINTO CENTENARIO

La Fondazione Centro Culturale Valdese di Torre Pellice propone, durante il triennio 2015-2017, un programma di attività dedicato al tema della Riforma Protestante, valorizzando il proprio ricco patrimonio librario, archivistico, museale.

A Torre Pellice, al Centro Culturale Valdese dal 29 ottobre al 23 dicembre 2016  c’è una nuova mostra: Il culto nelle chiese valdesi: innari, catechismi, liturgie. Momento centrale della vita comunitaria delle chiese riformate, il culto ha sviluppato una sua struttura liturgica con alcuni cambiamenti dal XVI secolo ad oggi. I momenti fondamentali (la confessione di peccato, il canto, l'annuncio della grazia, il sermone, il battesimo, la Santa Cena e il messaggio della predicazione), vengono analizzati attraverso una ricca documentazione conservata a Torre Pellice nella Biblioteca valdese: Bibbie, liturgie, catechismi, innari e raccolte di canti, ma anche con oggetti provenienti dai depositi del Museo valdese. 

La mostra sarà visitabile in concomitanza con gli orari di apertura del museo e con quelli della biblioteca, ed è a ingresso libero. (martedì-giovedì 9-13 e 14-18; venerdì 9-13; sabato e domenica: 15-18; dicembre solo in settimana escluso sabato e domenica). Per informazioni: Tel. 0121 93 21 79


FONDAZIONE CENTRO CULTURALE VALDESE
Ufficio Visite guidate, formazione, servizi educativi
Via Beckwith 3 – Torre Pellice (To) 9-12,30 Lun-ven, tel 0121 95 02 03, il.barba@fondazionevaldese.org
www.fondazionevaldese.org

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DIACONIA VALDESE

Ricco programma di eventi durante l'estate: per tutti gli appuntamenti visitate il sito del Progetto Persone della Diaconia valdese: dibattiti, film, incontri: 

www.xsone.org

 

ALLA LIBRERIA VOLARE A PINEROLO

Nel corso dell’anno, la Libreria Volare festeggia i primi vent’anni con “Ventieventi: 1996-2016” con un programma ricco di eventi ospitati nel Caffè letterario a cui è invitata la cittadinanza. Per aggiornarsi sugli appuntamenti: www.libreriavolare.it Anche su Facebook: https://www.facebook.com/libreriavolare

 

Per scaricare le locandine vai alla pagina degli Appuntamenti





pdf 1-4 giugno - protestanti a Milano